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Il futuro degli italiani su Internet all’insegna di cloud e condivisione

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cloud computing kitchen sink 240x171 Il futuro degli italiani su Internet all’insegna di cloud e condivisioneSecondo una ricerca di Microsoft condotta da Nextplora, i servizi cloud anche nel mondo consumer saranno sempre più utilizzati grazie a spazi illimitati, accessibilità da diversi luoghi e dispositivi e possibilità di partecipazione. Anche la suite Windows Live (disponibile http://www.windowslive.it/) si evolve sempre più in ottica cloud

Milano, 19 ottobre 2011 – Cloud e condivisione saranno i protagonisti del nostro domani. Questo quanto emerge dall’Osservatorio Internet 2011 di Microsoft Windows Live, indagine condotta da Nextplora su un campione di 1.000 individui.

Il popolo di Internet prevede che il proprio futuro online si caratterizzerà per due fenomeni principali, l’uno di natura tecnologica e l’altro di stampo sociologico: la sempre maggiore diffusione dei servizi sulla nuvola e la possibilità di condividere le proprie vite e partecipare a quelle degli altri grazie a Internet.

“Abbiamo maturato una lunga esperienza nel mondo dei servizi cloud rivolti ai consumatori. In tutti questi anni, abbiamo anche continuato a studiare l’evoluzione delle abitudini degli internauti, anticipando nelle nostre soluzioni le ultime tendenze di mercato. Oggi, siamo pronti ad accompagnare gli utenti nel viaggio verso un futuro all’insegna della condivisione con un’ampia offerta di soluzioni cloud e servizi online, accessibili ovunque e attraverso qualsiasi dispositivo in ottica di una sempre maggiore interconnessione”, ha commentato Emanuele Colli, Responsabile della Divisione Online di Microsoft Italia.

Gli italiani vivono sulle nuvole

Ad oggi, la conoscenza del mondo della Cloud sembra essere ancora limitata. Solo il 15% degli intervistati dichiara di fare uso di servizi in modalità cloud, mentre il 38% afferma di conoscerne almeno uno. Da un’analisi del comportamento effettivo dei rispondenti, emerge tuttavia che l’88% vive la propria vita sulla nuvola, anche se inconsapevolmente. Ad esempio, il 56% degli intervistati salva online le foto, il 51% le proprie passioni, il 29% la musica preferita, il 19% la vita personale, il 18% i documenti di lavoro e il 9% la propria posizione.

Tra i servizi Cloud, lo Storage Online risulta essere il più appealing: il 76% degli intervistati è favorevole ad archiviare informazioni sulla nuvola, con picchi di interesse tra le donne (41%) e tra gli chi ha più di 55 anni (52%). Il 64% degli user di questi servizi ne fa un impiego settimanale, considerandoli molto utili per la propria esperienza personale (58%). Per il 58% lo Storage Online è vantaggioso per la vita lavorativa, per il 38% per lo studio, per il 30% per la vita sociale, per il 21% per condividere hobby e per l’11% per fare nuove amicizie.

Office Online registra invece maggior interesse tra gli individui di 16-24 anni (35%). Il 59% degli user ne fa un impiego settimanale, considerandolo utile per la propria esperienza personale (48%). Il 71% pensa che sia d’aiuto al proprio lavoro, il 45% allo studio, il 20% alla vita sociale, il 12% alla condivisione di hobby e il 6% a stringere nuove amicizie.

In generale, sia gli User sia i Non-User di questi servizi sono d’accordo nell’affermare che la Cloud rappresenterà il nostro futuro online, poiché mette a disposizione spazio illimitato, consente di accedere a dati e informazioni da diversi luoghi e dispositivi e rende possibile condividere la propria vita e partecipare a quella degli altri.

Dimmi cosa condividi e ti dirò chi sei

Le informazioni che rendiamo disponibili in rete raccontano tanto di noi e dei nostri desideri. Ad esempio, la musica permette di descrivere chi siamo e le nostre emozioni del momento, le foto di aprire la nostra vita ed entrare in quella dei nostri amici, recensioni e news di affermare il nostro punto di vista, lo scambio di file e documenti di lavorare e collaborare insieme.

Dall’indagine emerge che il concetto di “sharing” è più vicino all’universo femminile, con il 90% delle rispondenti che ne individua il significato con fare qualcosa insieme a qualcuno (vs l’84% degli uomini), per l’88% vuol dire scambiare delle opinioni e confrontarsi (vs l’84% degli uomini), per l’83% sentirsi vicino agli altri (vs il 71% degli uomini).

Le modalità di condivisione sono fortemente segmentate sulla base dei diversi profili dei rispondenti e in funzione dei diversi device utilizzati.

Gli italiani tra 16 e 24 anni amano condividere le foto (61%), gli over 55 articoli di giornali e news lette in rete (37%), tra i 25 e i 34 anni video (42%) e notizie sulla propria vita personale (24% a pari merito con i 16-24enni), mentre tra i 45 e 54 anni opinioni e recensioni su prodotti acquistati.

Il computer è lo strumento più utilizzato per la condivisione in tutti gli ambiti: il 49% degli intervistati lo utilizza per la sfera lavorativa e studio, il 52% per scambiare idee e opinioni, il 37% per la sfera privata. Al secondo posto si classifica il cellulare (26% per studio e lavoro; 26% per idee e opinioni; 34% per la sfera privata), mentre lo scambio vis-à-vis è sempre meno diffuso (14% per studio e lavoro; 17% per idee e opinioni; 21% per la sfera privata).

“Stiamo osservando una profonda trasformazione a livello sociale nelle modalità e nei comportamenti legati alla condivisione, fenomeno che si sta affermando come un desiderio primario, tanto da farci parlare di “Società della Condivisione” (non più dell’informazione). Lo sharing oggi – prima ancora del comportamento di consumo – definisce la propria “identità collettiva”, quello cioè che siamo pubblicamente, per la nostra rete amicale, di conoscenze, di contatti. Considerando la forza di questa dinamica, non stupisce il tempo e l’investimento che tutti noi siamo disposti a destinare agli strumenti che ci permettono di condividere le nostre vite, a patto che questi garantiscano un’esperienza fluida, versatile e diversificata in base al contenuto, al contesto e all’interlocutore”, ha commentato Alessandra Costa, Direttore Ricerche e Partner di Nextplora S.p.A.

  • nemesis-88

    Innanzitutto bello ed interessante come articolo..
    Mi viene da pensare una cosa, poi magari mi sbaglierò, ma stando questo articolo i Chrome Book saranno presto avvantaggiati non credete?
    Nel senso che se la direzione è quella di spostare sempre più i nostri dati dal locale al cloud allora chi meglio sfrutterà questa risorsa sarà presto avvantaggiato..non so il mio è un pensiero così, ad alta voce.